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Origine delle merci: perché è importante ai fini doganali?

L’origine delle merci serve a stabilire il paese di origine e i conseguenti adempimenti doganali applicabili riferiti all’importazione e all’esportazione delle merci. In questo articolo, scopriremo come determinare l’origine delle merci e la differenza tra origine preferenziale e origine non preferenziale per garantire la massima efficienza nelle attività di import-export della tua azienda.

Gregor Knapp

  • 10 Ott, 2022
  • 3 tempo di lettura
Origine delle merci: perché è importante ai fini doganali?

Cosa si intende per origine delle merci?

Con origine delle merci si intende il paese di produzione o fabbricazione di una determinata merce. 

Per comprendere il concetto, è importante distinguere tra provenienza delle merci, ovvero il paese dal quale effettivamente arriva una merce, e origine delle merci, che determina la corretta applicazione degli oneri e dei dazi doganali riferiti all’importazione e all’esportazione delle merci, delle misure di politica commerciale e delle norme a tutela del consumatore applicabili.

In uno scenario di commercio globale sempre più interconnesso, la corretta determinazione dell’origine delle merci può risultare problematica. Tuttavia, ai fini doganali, è importante fare chiarezza su come si determina l’origine delle merci e capire la differenza tra origine preferenziale e origine non preferenziale, così da assolvere tutti gli oneri previsti e rispettare la legislazione comunitaria.

Qual è la differenza tra origine preferenziale e origine non preferenziale?

La determinazione di origine preferenziale consente all’importatore di accedere a benefici e agevolazioni daziarie, nonché agli accordi di commercio bilaterali che l’Unione Europea ha raggiunto con paesi terzi; è “facoltativa”, in quanto non tutti i prodotti hanno necessariamente un’ origine preferenziale, e la classificazione di origine preferenziale per l’accesso alle riduzioni tariffarie è sottoposta al rispetto di specifici requisiti.

Al contrario, l’origine non preferenziale stabilisce il luogo di fabbricazione o produzione del bene, ed è essenzialmente un dato di fatto. Viene certificata dalla Camera di Commercio con l’emissione del certificato di origine e non permette l’accesso ad agevolazioni daziarie, ma serve a determinare il paese di produzione della merce (c.d. Made in) per individuare informazioni o aspetti utili all’esportazione e all’importazione quali divieti, contingenti, misure antidumping e compensative o dati sull’origine da indicare in etichetta.

Come si determina l’origine delle merci?

Fatta questa differenza, passiamo all’aspetto più rilevante: come si determina l’origine delle merci e come viene stabilita l’origine preferenziale rispetto all’origine non preferenziale della merce?

Come anticipato, l’origine preferenziale consente all’importatore di accedere a benefici daziari rilevanti (ad esempio, riduzione o azzeramento completo dei dazi) e agli accordi di scambi commerciali vigenti tra i paesi comunitari e i paesi extra-UE.

Con questa premessa, l’origine preferenziale della merce è basata sul concetto che il paese di origine della merce è quello in cui il prodotto o il semilavorato ha subito l’ultima lavorazione o trasformazione sostanziale. È previsto un requisito di “lavorazione sufficiente”, al di sotto del quale il prodotto destinato alla vendita non può essere classificato di origine preferenziale.

Facciamo un esempio pratico: