CBAM: Cosa succederà nel 2026 e perché ignorarlo è un rischio
Il Meccanismo di Adeguamento del Carbonio alle Frontiere (CBAM) non è più un argomento destinato solo agli esperti ambientali o ai grandi player industriali. È una realtà che sta ridefinendo il commercio internazionale e che, a partire dal 2026, imporrà un focus maggiore e obblighi precisi a un numero crescente di aziende.
Se il tuo business gestisce importazioni nell’Unione Europea di beni CBAM (fertilizzanti, cemento e soprattutto prodotti in ferro, acciaio, alluminio), è essenziale passare dalla “fase pilota” alla pianificazione definitiva.
La rivoluzione CBAM: prevenire la rilocalizzazione delle emissioni
Il CBAM è entrato in vigore nel 2023 con un obiettivo chiaro: prevenire la rilocalizzazione delle emissioni. Questo meccanismo è stato introdotto per garantire che il prezzo del carbonio pagato per i beni prodotti nell’UE (soggetti al sistema di scambio di quote di emissione dell’UE, o ETS) sia lo stesso che verrebbe pagato per le merci importate. L’intento è evitare che le aziende trasferiscano la produzione in Paesi con politiche climatiche meno rigorose, spostando di fatto le emissioni.
L’attuazione del CBAM è graduale e corre in parallelo con l’eliminazione delle quote ETS gratuite.
Verso il periodo definitivo: l’urgenza del 2026
Mentre ci avviciniamo al periodo definitivo, l’anno 2026 si configura come un punto di svolta. Perché la tua azienda deve agire ora? La necessità di diventare un Dichiarante CBAM autorizzato è il primo e più grande cambiamento. A partire dal 2026, gli importatori che prevedono di superare la nuova soglia unica di importazioni di beni CBAM basata sulla massa annuale dovrebbero presentare la domanda di autorizzazione.
La nuova soglia e il rischio di sanzioni
Il Regolamento (UE) 2025/2083 ha introdotto importanti semplificazioni, ma anche obblighi vincolanti:
- Nuova soglia unica: La soglia unica, basata sulla massa netta cumulativa per tutti i beni CBAM, è fissata a 50 tonnellate a partire dal 2026.
- Autorizzazione obbligatoria: Se prevedi di superare questa soglia, devi ottenere la qualifica di Dichiarante CBAM autorizzato prima del superamento.
- Il rischio maggiore: L’importazione di beni CBAM dal 1° gennaio 2026 senza l’autorizzazione necessaria, in caso di superamento della soglia, può causare sanzioni.
È fondamentale ricordare che la domanda di autorizzazione deve essere presentata entro il 31/12/2025. C’è, tuttavia, una deroga che permette agli importatori che hanno presentato la domanda entro il 31 marzo 2026 di continuare temporaneamente a importare merci fino alla decisione dell’autorità competente.
Non solo importazioni: focus anche sull’export
Mentre il CBAM mira a proteggere le merci europee, la Commissione europea sta valutando anche i rischi per gli esportatori.
Con l’eliminazione graduale delle quote ETS gratuite, aumenta il rischio di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio per la produzione di beni CBAM destinati ai mercati di esportazione, se i Paesi terzi non introducono un prezzo del carbonio equivalente. Per questo motivo, la Commissione ha annunciato l’intenzione di introdurre una nuova misura per attenuare il rischio di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio per gli esportatori di beni CBAM.
Questa proposta, attesa entro la fine del 2025, mira a sostenere i produttori di beni a rischio e a garantire un trattamento equo per tutte le merci, sia quelle prodotte e vendute nell’UE, sia quelle importate o esportate.
I temi cruciali da non trascurare e la scelta del partner
Prepararsi per il 2026 significa considerare diversi aspetti cruciali: dalla classificazione merceologica (fondamentale data l’introduzione della nuova soglia delle 50 tonnellate) alla necessità di una verifica esterna obbligatoria per i dati reali sulle emissioni, fino alla corretta gestione dei regimi speciali (come il perfezionamento attivo e le reintroduzioni). Il CBAM non è solo una tassa, ma un sistema complesso che richiede pianificazione e precisione.
Affrontare questi cambiamenti con preparazione è l’unica strategia per trasformare un obbligo normativo in un vantaggio competitivo. Customs Support Group è il partner ideale per guidare la tua azienda in questa transizione. Ai nostri clienti offriamo un supporto completo che include consulenza generale sulla normativa, assistenza nella rendicontazione CBAM e aggiornamenti tempestivi sulle evoluzioni, oltre al supporto diretto nell’inoltro della domanda per la qualifica di Dichiarante CBAM autorizzato. Grazie alla nostra profonda competenza doganale e alla visione focalizzata sulle innovazioni digitali, possiamo supportarti non solo nell’ottenere lo status desiderato, ma anche nel semplificare i processi, minimizzare i rischi di sanzioni e garantire la piena conformità.
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